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prestazioni > TRATTAMENTO DEI TRAUMI DENTARI

“Mio figlio è caduto e si è rotto un dente. Che cosa devo fare?” I quadri clinici in un trauma dentale possono essere svariati: il dente può rompersi solo a livello della corona (frattura coronale) o anche a livello della radice (frattura coronale e radicolare), oppure spostarsi dalla sua sede (dislocazione) o addirittura sfilarsi dalla stessa (avulsione traumatica).

Per tali motivi i traumi dentari devono essere sempre considerati una condizione di emergenza: vanno trattati immediatamente per ridurre il dolore, per permettere il riposizionamento dei denti dislocati e migliorare così la previsione di sopravvivenza degli elementi coinvolti.
La frattura dentale
In una frattura dentale, l’elemento può rimanere vitale e il frammento dentale può essere così riattaccato con tecnica adesiva. Questa procedura è utilizzabile se il dente è stato opportunamente mantenuto in una sostanza liquida (soluzione fisiologica, latte, saliva) già subito dai primissimi momenti successivi al trauma, per non farlo disidratare e quindi non fargli perdere (anche solo in parte) il colore originale.

Qualora sia stata coinvolta la parte interna del dente, ovvero il nervo (la polpa dentaria), questo va devitalizzato e restaurato secondo le corrette procedure. Ci troviamo di fronte a una frattura radicolare: l’elemento non è conservabile e va pertanto estratto.

La dislocazione
Quando il dente subisce una dislocazione (spostamento dalla propria sede originaria), può essere ricollocato nella posizione corretta, realizzando un bloccaggio con i denti vicini definitivi tramite metodiche adesive usate in ortodonzia.

Non è possibile utilizzare a questo scopo i denti decidui (denti da latte) perché non conferirebbero la necessaria stabilità agli elementi interessati. Una forma particolare di dislocazione è l’intrusione: il dente si conficca in profondità e, quando si tratta di un dente da latte, può provocare un’alterazione anche del dente definitivo che si sta formando.

l'avulsione traumatica
Nella avulsione traumatica la situazione è differente se l’elemento coinvolto è deciduo (dente da latte) o permanente (dente definitivo): nel primo caso, il dente non si deve reimpiantare; nel secondo caso la procedura diventa obbligatoria.
Il dente che è stato espulso in maniera traumatica, se mantenuto in una delle sostanze sopracitate e con la radice integra, potrà essere reinserito nella cavità ossea originaria e bloccato temporaneamente (2-4 settimane) con i mezzi adesivi ortodontici, provvedendo prima o dopo l’inserimento alla sua devitalizzazione e ricostruzione.
Monitoraggio e prevenzione
Fondamentale in ciascuno dei casi esposti è il monitoraggio della vitalità (se mantenuta all’origine) o della condizione ossea e radicolare (tramite radiografia), poiché possono nel tempo verificarsi problemi a carico del dente coinvolto: se deciduo, ripercussioni sul dente permanente che è in fase di formazione e può diventare deforme; se permanente, può generare fenomeni di riassorbimento osseo e radicolare purtroppo non prevedibili a priori.
Al fine di cercare di prevenire determinati possibili casi di trauma (sportivi o del tempo libero, quale la classica gita in bicicletta) può risultare utile l’utilizzo di un paradenti standard – reperibile in farmacia o nel normale circuito di negozi per attrezzature sportive - o opportunamente confezionato dal dentista, tramite l’ausilio del laboratorio odontotecnico. .


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