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“Ho un dente bucato!”, “Ho visto una macchia nera…”, “Che mal di denti!” Tutti i giorni i dentisti si trovano ad affrontare i numerosi problemi legati alla carie dentaria: si tratta di una malattia dei tessuti duri del dente (smalto, dentina) su base infettiva (ma non solo: grande ruolo lo ricopre anche il regime alimentare e l’igiene orale), che procede dalla superficie in profondità, fino alla polpa dentale (nervo).
i sintomi
Il sintomo principale è il dolore, che compare però spesso solo quando la carie è scesa molto in profondità, interessando quindi la vitalità della polpa, purtroppo molto spesso in maniera irreversibile (pulpìte): l’unica terapia, a questo punto, diventa quella endodontica, ovvero la devitalizzazione.
la diagnosi
Tra le problematiche cliniche odontoiatriche, certamente la carie è la patologia che interessa un numero maggiore di pazienti.
La diagnosi viene eseguita dal dentista mediante dei test che comprendono:
• visita con strumenti manuali (specillo/sonda)
• test termico (caldo/freddo)
• indagini radiologiche (radiografie endorali)
• indagini strumentali (trans-illuminazione)

la terapia
La terapia della carie prevede l'asportazione totale del tessuto infetto e la sua sostituzione con materiale adatto per ristabilire l’integrità del dente interessato mediante tecnica diretta (otturazione) o indiretta (intarsio), a seconda delle condizioni cliniche. Tutte queste procedure prevedono l’utilizzo dell’anestesia, per una cura indolore, e della diga di gomma, per garantire l’isolamento della cavità da otturare dalla saliva e dall’umidità della bocca.
restauro diretto
In presenza di una lesione cariosa che presenta un’estensione limitata, questa può essere curata mediante la realizzazione di un restauro diretto (otturazione) eseguito in un’unica seduta operativa.

Elemento cariato.
Rimozione completa del tessuto dentale cariato.
Restauro ultimato.
restauro INdiretto
In caso di carie estesa a buona parte della superficie masticatoria, è indicato intervenire realizzando un restauro indiretto: un manufatto costruito in un laboratorio odontotecnico viene inserito nella cavità dentaria mediante cementazione adesiva, durante una seconda e ultima seduta operativa.

Elemento cariato/otturazione infiltrata.
Isolamento del campo operatorio con diga di gomma.
Rimozuione completa del tessuto dentale cariato/della vecchia otturazione.
Impronta per intarsio.
Cementazione dell’intarsio.
Restauro ultimato.
terapia endodontica
Da ultimo, nei casi in cui la carie sia di tipo penetrante, cioè molto estesa anche verso l’interno della corona del dente e coinvolgente la sua polpa dentale, la terapia conservatrice-restaurativa deve essere preceduta dalla terapia endodontica attraverso la devitalizzazione del dente in questione. Quest’ultima consiste nella rimozione del nervo contenuto nella corona (la parte visibile del dente) e nella radice (la parte non visibile), seguita dalla pulizia dello spazio in cui il nervo era contenuto e nel suo successivo completo riempimento con materiali inerti..


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